lunedì 31 ottobre 2011

Cassano: la prima diagnosi è ictus. Allegri: la squadra è sotto shock. Pardo: cammina, parla, è vigile

Ictus ischemico. Secondo l'agenzia Ansa è questa la prima diagnosi del malore che ha colpito Antonio Cassano sabato sera al ritorno dalla trasferta di Roma. Resta ancora da valutare l'entità dell'episodio ischemico. Il giocatore rossonero è ricoverato al Policlinico di Milano dove resterà per ulteriori accertamenti almeno fino a giovedì. Il Milan per parte sua «non commenta diagnosi e voci provenienti da fonti che non siano la società o il Policlinico, in attesa di ulteriori accertamenti ed esami medici che stabiliranno l'effettiva diagnosi».
Il fantasista rossonero è ricoverato dopo che all'arrivo all'aeroporto di Malpensa dalla trasferta di Roma, sabato sera, ha avvertito un grave malessere. Chi era a bordo del volo che riportava il Milan dopo la vittoria a Roma contro i giallorossi ha visto il talento di Bari Vecchia sorridente scambiare battute con i compagni. Poi il giocatore ha avuto un principio di svenimento, con annebbiamento della vista, difficoltà a parlare e a muoversi. Cassano non è ovviamente partito con la squadra per la trasferta di Champions League in Bielorussia contro il Bate Borisov.
«Antonio in questo momento dorme ma sta bene, cammina, parla, è vigile: vorrei sentire un medico ma mi sembra che sia tutto ok, mi sembra una cosa buona», ha affermato a fine mattinata Pierluigi Pardo uscendo dal padiglione Monteggia del Policlinico dopo essersi recato in visita per pochi minuti da Antonio Cassano, ricoverato dallo scorso sabato sera. Pardo, giornalista sportivo di Mediaset, è amico del fantasista barese del Milan con cui ha scritto nel 2008 il libro dal titolo "Dico tutto".
«Credo che qualunque paziente, anche se si chiama Antonio Cassano, ha diritto alla riservatezza e alla privacy. Non c'è nulla da dire, ci sono i medici che stanno procedendo: speriamo che vada bene. Ho sentito Antonio poco fa, è di buon umore, ma non faccio diagnosi perché non sono un medico». Queste le parole di Adriano Galliani rilasciate ai cronisti prima della partenza per Minsk, dove martedì il Milan sarà impegnato in Champions League sul campo del Bate Borisov.
L'ad rossonero definisce il malore che ha colpito l'attaccante barese «una cosa totalmente inaspettata, evidentemente non riguarda il calcio». E sulla reazione dei giocatori Galliani assicura che «sono vicini al compagno». È il secondo malessere fisico che colpisce un rossonero a distanza di pochi giorni da quello di Gattuso: «Cassano è forte, come è forte Rino. I giocatori possono avere problemi che capitano a qualsiasi persona: quando succede a un calciatore, la situazione fa più rumore. Di sicuro sono fatti che colpiscono, perché si pensa che certe cose non possano succedere a un atleta», così conclude l'ad del club di via Turati. «Non ho sentito Cassano ma ieri ci siamo inviati dei messaggi. Lui risponde, certo che tutta la squadra è sotto choc e molto dispiaciuta per ciò che è accaduto», ha dichiarato l'allenatore del Milan Massimiliano Allegri a Malpensa.
Cassano è ricoverato al terzo piano del reparto neurologia del Policlinico di Milano. L'attaccante del Milan è seguito dal primario Nereo Brusolin. «Speriamo, speriamo», ha detto la mamma di Cassano giunta al Policlinico, trattenendo le lacrime. La signora Giovanna è arrivata alle 11.10 a bordo di un taxi assieme a Carolina, la moglie dell' attaccante del Milan, che poi ha lasciato l'ospedale attorno alle 12.40. È salita in taxi da un'uscita secondaria ed è andata via senza rilasciare dichiarazioni.

'Baby sette miliardi' e' nata nelle Filippine

Designata dall'Onu. Una ong indica un'indiana

ROMA - Baby sette miliardi e' una neonata filippina. L'Onu ha indicato una neonata, Danica May Camacho, venuta al mondo due minuti prima della mezzanotte a Manila con il peso di 2,5 kg. I suoi genitori, Florante Camacho e Camille Dalura, hanno ricevuto le felicitazioni di funzionari delle Nazioni Unite che per l'occasione hanno portato una torta. La neonata ha ricevuto una borsa di studio e una somma di denaro ai genitori per aprire un negozio.

Ma anche l'India rivendica il traguardo: il settimo miliardesimo essere umano, una bimba di nome Nargis, e' nata in un villaggio dell'Uttar Pradesh, il piu' popoloso dell'India, ha annunciato un'organizzazione non governativa che ha simbolicamente scelto una neonata venuta alla luce alle 7.20 ora indiana (2.50 in Italia) in un ospedale del villaggio di Sunheda, a una ventina di chilometri dal capoluogo di Lucknow.
I genitori della ''baby sette miliardi'' indiana, il calzolaio Sachin e la casalinga Pinky Pawar, intervistati dalla tv Cnn Ibn hanno detto di essere ''molto contenti'' per l'attenzione dei media. ''Mi hanno chiamato da Londra per chiederci come si chiama nostra figlia'', ha detto la coppia che si e' sposata lo scorso gennaio.
Il segretario generale Ban Ki-moon la prossima settimana al G20 di Cannes, porterà un messaggio chiaro: "Sette miliardi di persone hanno bisogno di nutrimento. Di energia. Di offerte interessanti in materia di impiego e di istruzione. Di diritti e libertà. Di libertà di espressione. La libertà di allevare i propri figli in pace e sicurezza". Parole nobili, evocative e beneauguranti. Ma che si scontrano con la scarna e dura essenzialità dei numeri. In Europa, gli over 60 sono aumentati costantemente, erano 384 milioni nel 1980, sono oggi 893 milioni. E la vita media è di 80 anni secondo l'Unfpa (Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione).
Ottima notizia, salvo per il fatto che nell'Africa a sud del Sahara l'aspettativa di vita è di 54 anni e parlare di disoccupazione, sfida difficile per il nord del mondo, suona quasi un beffa a latitudini tropicali. Negli anni è un po' diminuito il numero di coloro che vivono con 1,25 dollari al giorno, più meno il prezzo di un caffé, ma è comunque spropositato: erano 1,8 miliardi nel 1990 e 1,4 miliardi nel 2005. E' scesa anche la proporzione di coloro che non hanno abbastanza cibo, che però sono aumentati in termini assoluti: erano 815 milioni nel 1990 e sono oggi 925 milioni. Crescono anche le disparità sociali: nel 1960 il 20% della popolazione mondiale possedeva il 70% delle ricchezze; oggi ne possiede il 77%. Ma la sfida maggiore resta ancora la barbarie della morte per fame: secondo alcuni dati, 720 bambini ogni ora.

Unipol: Fazio condannato a 3 anni e 6 mesi reclusione

Tre anni e 6 mesi all'ex governatore della Banca d'Italia. A Consorte tre anni e 10 mesi

MILANO - L'ex governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio è stato condannato tre anni e sei mesi di reclusione dal tribunale di Milano al termine del processo per la tentata scalata a Bnl da parte di Unipol. Il tribunale di Milano ha condannato Giovanni Consorte, ex presidente di Unipol imputato al processo per la tentata scalata a Bnl da parte della compagnia assicuratrice di Bologna, a 3 anni e 10 mesi di reclusione.
I giudici del tribunale di Milano hanno condannato Unipol a una multa di 720 mila euro e a versare una provvisionale di 15 milioni di euro nell'ambito del  processo sulla tentata scalata a Bnl.

Antonio Fazio, inoltre, è stato condannato dai giudici della Prima sezione penale del Tribunale di Milano, presieduti da Giovanna Ichino, a un milione di euro di multa. Per lui i pm Luigi Orsi e Gaetano Ruta avevano chiesto 3 anni e 6 mesi e 700 mila euro di multa. Le accuse sono di aggiotaggio e ostacolo all'attvità di vigilanza. Condannati anche a tre anni e sei mesi di reclusione e a 900 mila euro di multa ciascuno gli immobiliaristi Danilo Coppola, Stefano Ricucci e Giuseppe Statuto, il finanziere Emilio Gnutti, i fratelli Ettore e Tiberio Lonati, il banchiere Guido Leoni, Vito Bonsignore e Francesco Gaetano Caltagirone. Il Collegio ha stabilito che i danni nei confronti di Bbva dovranno essere pagati dalle persone condannate in separate sedi anche se dovrà essere versata una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 15 milioni di euro.
L'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio è "sempre più costernato" e non riesce a trovare "giustificazioni per questa sentenza". Lo ha spiegato il suo legale, l'avvocato Roberto Borgogno, dopo aver sentito telefonicamente Fazio. Per l'avvocato questa è una "sentenza fotocopia e ingiusta", dopo quella che ha condannato l'ex governatore a 4 anni per la tentata scalata ad Antonveneta.
La sentenza è "assolutamente inspiegabile" per l'avvocato Giovanni Maria Dedola, che difende l'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte, condannato a 3 anni e 10 mesi di reclusione. "Siamo serenamente convinti - ha spiegato il legale - che la condanna non trovi spiegazioni e senza dubbio faremo appello".

Iran, atterraggio da brivido senza carrello a ...

Momenti di tensione all'aeroporto Meherab di Teheran: un Boeing 727 della Iran Air tocca terra con una ruota bloccata. Tragedia scampata solo grazie all'abilitá del pilota.http://it.notizie.yahoo.com/video/mondo-5212457/in-migliaia-manifestano-a-madrid-per-le-vittime-di-eta-videodoc-27105219.html

domenica 30 ottobre 2011

Curiosport - Arbitro ubriaco, rosso assicurato

Dalla Repubblica Ceca una storia davvero senza precedenti: un arbitro si presenta in campo completamente ubriaco ed espelle i giocatori a casaccio... Partita annullata e squalifica in arrivo per il direttore di gara!

Quando si guarda una partita e l’arbitro commette un errore, soprattutto se a sfavore della propria squadra preferita, tante volte scappa un’esclamazione: “Ma è ubriaco!”.
Ebbene, cosa succede però se un arbitro si presenta in campo veramente ubriaco? La risposta arriva dalla Repubblica Ceca, dove un direttore di gara si è reso protagonista di una prestazione indimenticabile, nel senso negativo del termine.
Tomas Fidra, questo il nome dell’arbitro al centro dello scandalo, è sceso in campo visibilmente in difficoltà in occasione del match tra Jestrabi Lhota e Tynec-nad-Labem, cadendo a terra a ripetizione e stupendo tutti con tre cartellini rossi apparentemente inspiegabili ai danni dei giocatori dello Jestrabi.
Il mistero è stato presto spiegato: al termine della partita l’arbitro è stato bloccato dalla polizia e un alcool-test ha rilevato una percentuale di 1.94 di alcool nel sangue. “Il suo alito aveva l’odore di una birreria e non ha nemmeno avuto la decenza di evitare di dire che era appena stato a una festa di compleanno”, ha dichiarato Karel Dusek, dirigente dello Jestrabi, riferendosi ovviamente all’arbitro.
La partita, terminata 1-1 sul campo, è stata annullata e verrà ripetuta, mentre l’arbitro Fidra ora rischia una sospensione di un anno.

Serie A - Il Siena strapazza il Chievo, 4-1

Goleada al Franchi con una doppietta di Mattia Destro (foto AP/LaPresse), cui fanno eco la punizione bellissima di D'Agostino e il gol in chiusura di Calaiò. Solo Moscardelli riesce a tenere alto l'onore clivense

Bella prova di forza del Siena in casa propria: il Chievo rompe il proprio digiuno da gol, ma non riesce a contrastare la grinta dei bianconeri, che si impongono per 4-1. Solo Moscardelli riesce a reagire e a segnare il gol della bandiera. Dall'altra parte, invece, la scena è dominata dalla doppietta di Destro, arrotondata dalle reti di D'Agostino e Calaiò.
PRIMO TEMPO, UN GOL E UN LEGNO - Il primo tempo vede nei primi dieci minuti il dominio totale del Siena, che va vicino al gol con Brienza al 3' con Brienza, che fa partire un tiro-cross dalla sinistra per l'eventuale inserimento di Calaiò e Destro, ma trova l'intervento pronto di sorrentino. Pian piano il Chievo carbura e manca l'occasione del vantaggio con Pellissier, che è vicinissimo alla porta, ma si fa beffare da Contini nel controllo di palla dopo lo stop di petto che preparava il tiro. Così il Siena ne approfitta e al 25' arriva il giusto coronamento dopo una serie di tentativi a vuoto: Destro fa tutto da solo, corre in avanti, si trova Frey in opposizione, si gira e fa partire il sinistro che prende il secondo palo interno e poi oltrepassa la linea di porta. Il Siena resta brillante dopo l'1-0, ma il Chievo non demorde e al 38' sfiora di nuovo il gol. Questa volta è Moscardelli che da calcio piazzato fa partire un tiro insidioso che Brkic devia provvidenzialmente sulla traversa. Il Siena ci prova ancora con Mannini e Calaiò, ma non riesce più a concretizzare.
SIENA A VALANGA NEL SECONDO TEMPO - Nella ripresa la squadra di Sannino ha tutte le intenzioni di regalare ai propri tifosi un risultato più rotondo e così al 57' parte una bellissima azione corale che culmina con la doppietta di Destro: Gazzi recupera palla sulla fascia sinistra, fa partire il retropassaggio al centro per D'Agostino che serve Calaiò; la mezza rovesciata di sinistro trova la respinta corta di sorrentino e a questo punto Destro può ribadire in rete. Passano 5' e per il Chievo arriva la batosta: punizione dal limite, D'Agostino batte un missile terra-aria a giro imprendibile per il portiere clivense, che non può salvare l'angolino destro alto. C'è ancora qualche guizzo per il Siena, mentre ormai il Chievo viene tenuto in piedi dal solo Moscardelli, non supportato da compagni eccessivamente fallosi: al 75' ecco che l'attaccante gialloblù, alla sua seconda apparizione da titolare, la mette dentro con un rasoterra potente a incrocio dopo aver raccolto i'assist di Pellissier. I giochi, però, non si riaprono: i bianconeri allentano il ritmo, ma nessuno degli avversari riesce ad approfittarne. così ci pensa capitan Calaiò (con la fascia in occasione dell'assenza di Vergassola) in pieno recupero ad affondare la stoccata finale: cross lunghissimo di Pesoli, partenza sul filo del fuorigioco, incursione in solitaria in avanti e sinistro che Sorrentino non può parare.
BRIGHI HA QUALCHE COLPA - Brutta partita per il Chievo, ma brutta anche per l'arbitro Brighi, troppo permissivo durante il primo tempo, quando i giocatori del Chievo picchiano senza pietà: non tira fuori i cartellini quando dovrebbe, salvo poi distribuirli a raffica nella ripresa. E resta il dubbio sul contatto in area tra Mannini e Jokic al 41'. Il giocatore del Siena cade, toccato dal difensore avversario, ma il gioco prosegue.
SANNINO, ALLENATORE FOLKLORISTICO - Un episodio curioso è invece l'esultanza di Destro in occasione del primo gol: l'attaccante va ad abbracciare da dietro il tecnico, ma lo stritola letteralmente in una morsa d'acciaio. Quando lo lascia andare, per lungo tempo il tecnico poi si massaggerà al fianco sinistro, con il costato messo a dura prova. Molto colorito, il tecnico del Siena poi saltella e ringrazia quando, nel finale, i tifosi gli chiedono di portarli in Europa.

La Formula 1 ricorda Simoncelli

Il mondo dei motori è rimasto scosso dopo questa settimana surreale che ha seguito la tragedia di Sepang, dove domenica scorsa è scomparso Marco Simoncelli.
Per celebrare il ricordo di Sic, dopo le immagini commoventi dei funerali di Coriano, è arrivato il momento della memoria della pista: i piloti di Formula 1, infatti, hanno voluto commemorare il centauro italiano con alcune dediche speciali sul casco.

Motomondiale - Dr. Costa "Marco è il campione di tutti"

Ancora scosso emozionato, il Dottor Costa ricorda Marco Simoncelli: "A me resta l'immagine del sogno di un ragazzo che voleva diventare campione. Per essere quel grande ragazzo che era ci voleva una famiglia come la sua"

"Non era un addio. Tutte le persone che stavano allo stesso tempo applaudendo e piangendo non facevano altro che vedere il suo sorriso. Simoncelli era uno di loro. Nel giorno del funerale è tornato a casa di tutti, nel loro cuore. Sic con il suo sorriso e i suoi sogni non è preda della morte ma è pane degli Dei, pane impastato dalle sue proprie mani. Chi ieri era lì ha avuto la fortuna di ricevere un pezzo di quel pane". Lo ha detto il Dottor Claudio Costa, responsabile della clinica mobile che segue la Moto Gp, intervenendo a Radio Sportiva l'indomani del funerale di Marco Simoncelli. 

Che immagine le resta il giorno dopo i funerali di Marco?: "A me resta l'immagine del sogno di un ragazzo che voleva diventare campione. Un giorno lo sarebbe diventato. Oggi lo è diventato: il campione di tutti i ragazzi che vogliono sognare. Speravo che lo abbracciasse tutta l'Italia, così è stato. Marco dava la sensazione del superare i limiti, lo faceva con una schiettezza che lo rendeva possibile per tutti".

Una grande famiglia quella di Marco Simoncelli: "Per essere quel grande ragazzo che rea ci voleva una famiglia come la sua. Genitori che lo hanno protetto per realizzare il suo sogno. In una casa dove lui ha sempre sentito il calore che realizzava il suo sogno. Ho accarezzato il grembo di sua madre, dicendole, che fortuna hai avuto ad accogliere qui una creatura divina".