mercoledì 7 dicembre 2011

Grande Fratello 12: A Luca Di Tolla piace Claudia Burlesque?

Luca il predatore della casa!


LUCA E IL RICORDO DI CLAUDIA BURLESQUEDue ragazzi della casa del Grande Fratello, cioè Luca Di Tolla e Amedeo Aterrano, stanno  parlando di alcune donne di Casa e l’attenzione cade, su Claudia Letizia , ex coinquilina del Grande Fratello 12Grande Fratello 12, ormai fuori dal gioco, e  lo squalo ha sempre confessato di provare una certa attrazione per la donna napoletana. Ed ora ammette ancora una volta di ritenerla una bella e affascinante donna, con la testa sulle spalle, insomma secondo lui una donna con la D maiuscola!  Amedeo ascolta il suo discorso e i suoi pensieri, e concorda con lui nel dire che la burlesque aveva uno charme molto  particolare e che era molto più maturità delle altre ragazze della casa!
Ma sembrerebbe che allo squalo piacciano tutte le ragazze della casa, tra cui particolarmente Enrica Saraniti, che è stata la sua prima “cotta” all’ interno della casa, poi dalla psicologa è passato alla nuova ragazza entrata, cioè Martina Pascutti, e infine, non contento delle poche prede è passato alla salernitana Adriana Peluso! Però il nostro predatore ha ricevuto  un due di picche da tutte e tre le ragazze!
Ma ora il discorso si sposta proprio su Enrica, che appunto Luca all’ inizio ha  perso la testa per lei. L’ argomento è la gelosia della ragazza, e  Amedeo sostiene che secondo lui  la gelosia che ha avuto nei confronti di Martina non è stata scatenata del possibile interesse che poteva provare per lui, ma dalla consapevolezza di non essere la primadonna di Casa.
Il ragazzo è certo che la compagna si stia trattenendo molto e afferma che si fa toccare  le tette e il sedere da Kiran, e per questo afferma che, dentro la casa del GF, non è una donna dai sani valori per via delle telecamere e della voglia di apparire, e se si trovava fuori sicuramente la reazione era diversa. Poi Luca parla di incoerenza e si vanta di essere stato lui a mettere la parola fine alla loro strampalata relazione di amicizia e amore.

martedì 8 novembre 2011

Governo, oggi prima conta per governo Berlusconi in bilico

ROMA (Reuters) - La Lega Nord ha chiesto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di dimettersi per consentire la nascita di un governo guidato dal segretario del Pdl Angelino Alfano, ha riferito il leader del Carroccio Umberto Bossi."Abbiamo chiesto al premier di fare un passo di lato", ha detto Bossi ai giornalisti entrando ai gruppi della Camera.

Alla domanda se il premier lo dovrebbe fare Alfano, il capo della Lega ha risposto: "E chi se no, il segretario del Pd?".
(Paolo Biondi)

ROMA (Reuters) - Silvio Berlusconi ha respinto finora i suggerimenti dei suoi amici di partito di dimettersi per cercare di dare vita a un nuovo governo di centrodestra in grado di gestire la crisi e sembra intenzionato ad andare avanti o a cercare il voto anticipato.

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Oggi pomeriggio alla Camera ci sarà un primo test per lui e la coalizione Pdl-Lega Nord-Responsabili sul Rendiconto generale dello Stato per il 2010.
Il provvedimento, del quale Montecitorio si occuperà a partire dalle 15,30, è un atto dovuto ma senza la sua approvazione si paralizza l'attività della macchina statale.
I dissidenti del Pdl e le opposizioni sembrano indirizzate verso l'astensione per centrare il duplice obiettivo di far passare il documento e al tempo stesso far emergere la debolezza numerica della coalizione di governo.
Se i numeri del centrodestra saranno infatti inferiori alla maggioranza assoluta dei 630 seggi della Camera - cioè a 315 voti -, le opposizioni probabilmente presenteranno una mozione di sfiducia per arrivare quanto prima al redde rationem.
In questo scenario negativo per l'esecutivo Berlusconi potrebbe decidere di affrontare il voto di fiducia con il rischio di perderlo ed essere emarginato dai giochi politici che si apriranno da allora in poi. Un'altra opzione per Berlusconi resterebbe quella di cercare di trattare la resa con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di strappare un governo guidato da una persona di sua fiducia allargato a forze moderate come l'Udc.
Nell'ipotesi in cui Berlusconi conservasse la maggioranza assoluta dei seggi per pochi voti di scarto (il 14 ottobre scorso ottenne la fiducia della Camera con 316 voti) il governo andrebbe avanti, ma resterebbe il dubbio sulla sua capacità di far passare le riforme strutturali promesse all'Unione europea.
Il passo successivo, come annunciato dal premier a Cannes, arriverebbe tra una decina di giorni con la fiducia al Senato sul maxiemendamento alla Legge di Stabilità che riprende alcune delle misure chieste a Roma da Bruxelles.
A Palazzo Madama, però, la maggioranza gode di un margine più ampio rispetto alla Camera.
Si dovrebbe aspettare ancora qualche settimana, quindi, prima di arrivare al voto decisivo della Camera sulla Legge di Stabilità.
Tutto questo naturalmente a meno di repentini cambi di strategia come potrebbe essere la decisione di porre la questione di fiducia alla Camera già questa settimana sul programma promesso all'Ue.
"Oggi il rendiconto passerà ma il problema però non è oggi. Bisogna vedere se alla Camera continueremo ad avere i numeri per governare", ha detto stamattina il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto a Mattino 5.
Se fosse evidente che non ci sono i numeri sufficienti, Berlusconi dovrebbe fare "un passo indietro", evitare "l'umiliazione" di perdere la fiducia e "mantenere le redini della coalizione Pdl-Lega in modo da proporre una persona di cui si fida [Gianni Letta, Angelino Alano] con una maggioranza più ampia anche se non fino al Pd", spiega Crosetto.
Anche il sottosegretario, come Berlusconi, non crede, invece, "che un governo tecnico sia utile per il Paese".
I TEMPI DEI MERCATI
"La cosa principale è mettere in sicurezza il Paese davanti alla speculazione. Se questa settimana non diamo certezza ai mercati lo spread si ripercuote sul sistema bancario e dal sistema bancario su ogni famiglia italiana", avverte Crosetto.
Berlusconi è l'ultimo capo di governo di un Paese europeo periferico ad essere ancora al potere dopo l'acuirsi della crisi dei debiti sovrani della zona euro. Cambi di governo si sono verificati in Irlanda, Portogallo e sia lo spagnolo José Luis Zapatero che da ultimo il greco George Papandreou si sono autoesclusi dalla gara per il prossimo esecutivo nazionale.
Un rapporto di Barclays osserva che la dinamica negativa che si è innescata sui mercati nei confronti dell'Italia è molto difficile da spezzare: "A questo punto l'Italia potrebbe essere oltre il punto di non ritorno".
I mercati ieri avevano reagito in modo positivo alle voci che Berlusconi fosse in procinto di dimettersi.
Oggi lo spread decennale Btp/Bund stringe nei primi scambi a 481 punti base da 490 alla chiusura di ieri, e il rendimento cala a 6,64% da 6,69%.
La Borsa di Milano sale del 2% sulle attese per gli sviluppi politici in un mercato che spera in una berve durata dell'attuale governo.
"Credo che il mercato stia annusando il fatto che, se non é oggi, domani o nei prossimi giorni, questo esecutivo se ne andrà", dice un trader da Londra.
"Non c'è una view su cosa succederà dopo", aggiunge. "Si spera in un governo di unità che sia in grado di prendere anche decisioni dolorose".
Gli investitori guardano alla caduta di questo esecutivo, come un via libera all'approvazione dei provvedimenti suggeriti da Ue e Fondo monetario.

lunedì 7 novembre 2011

La maggioranza? Si gioca tutto su 3 voti

Nomi e numeri: chi ha in mano il destino del governo

La forbice oscilla tra 311 e 314, che è comunque 'sotto' il 316 assoluto. Fino al momento del voto molte posizioni possono ancora cambiare


I parlamentari che hanno lasciato la maggioranza, da sinistra: Fabio Gava, Giancarlo Pittelli, Isabella Bertolini, Gabriella Carlucci, Alessio Bonciani, Giorgio Stracquadanio, Ida D'Ippolito, Antonio Buonfiglio (Ansa)


Roma, 7 novembre 2011 - Siccome in mezzo c'è una notte di trattativa, i numeri sul rendiconto di domani alla Camera sono 'ballerini' per definizione. La forbice oscilla al momento tra 311 e 314 voti sul rendiconto a favore della maggioranza, al netto di due possibili nuovi addii che potrebbe far calare ancora il dato. Il calcolo è presto fatto: in occasione dell'ultima fiducia il governo ha ottenuto 316 voti, ma l'arrivo in Parlamento del pidiellino Luca D'Alessandro fa salire il bottino potenziale a 317.
Il Pdl ha tentato di marcare stretto anche due assenti nel voto del 14 ottobre, Buonfiglio e Sardelli: quest'ultimo tuttavia domani dovrebbe astenersi. Quindi il numero potenziale dei consensi è 318. Da questa quota, tuttavia, vanno sottratti i tre neo-Udc Carlucci, Bonciani e D'Ippolito. E siamo a 315. Va eliminato dal calcolo anche Antonione: e così si arriva a 314.
Questa, dunque, è l'asticella massima, la speranza di via dell'Umiltà. Poi ci sono due voti in bilico: Pittelli e Milo, che potrebbero far scendere la conta a 312. E se Buonfiglio confermasse l'astensione, si scenderebbe a 311. Questo calcolo, però, non tiene conto di uno o due potenziali nuovi ingressi nell'area del dissenso che potrebbero concretizzarsi entro domani.
Se si escludono Gianfranco Fini, Alfonso Papa e Antonio Gaglione, le opposizioni possono contare su 313 voti. Ai quali però andrebbero sottratti Mirko Tremaglia e Marco Fedi, che sarebbero indisposti: 311 voti (contro i 314 della maggioranza). Sui voti di Buonfiglio, Milo e Pittelli si gioca dunque la partita. Se due di loro si astenessero, le opposizioni a ranghi compatti sommando le astensioni supererebbero la maggioranza: 313 a 312.
In quest'ottica, anche il voto di Adolfo Urso, Pippo Scalia e Andrea Ronchi, nella stessa componente di Buonfiglio, assumono un peso determinante, soprattutto se decidessero di astenersi, garantendo alle opposizioni di superare ampiamente i numeri della maggioranza. Intensi nelle ultime ore sarebbero stati i contatti tra l'ex vice ministro e il leader dell'Udc, Casini.
A via dell'Umiltà come previsione migliore prevedono 314 a 313 per le opposizioni. Le quali, dopo il vertice serale nello studio di Fini, hanno invece calcolato che la maggioranza può godere su questo bottino di voti: 310-312 voti. La notte, insomma, è ancora lunga.

Governo sull'orlo del baratro Ferrara: "Berlusconi si dimette"

Sempre più insistenti le voci di dimissioni del premier, che però smentisce: "Gossip privo di qualsiasi fondamento, domani si vota il rendiconto alla Camera, quindi porrò la fiducia sulla lettera presentata a Ue e Bce. Voglio vedere in faccia chi prova a tradirmi." Il direttore del Foglio aveva spiegato: "Qualunque soluzione mascherata di emergenza che non siano le elezioni subito è inutile". La possibile fine del governo fa impennare la Borsa dopo una mattinata in calo, poi le parole del presidente del Consiglio frenano i titoli